Hobbes (b27)

La Macchina, piantata al centro del vasto sotterraneo ne dominava il cavernoso interno giungendo quasi a toccare le sue profonde volte.
Si trattava di una massa grigia di apparenza organica, un ferrofluido trattenuto agli estremi superiore ed inferiore da due piastre magnetiche.
L’idea rivoluzionaria era introdurre nanomacchine in sospensione nel fluido per ottenere miriadi di combinazioni operative grazie a poche semplici varianti parametriche di programma.

Ma ora qualcosa sembrava essere andato storto.
Mentre terrificato scendi la rampa per studiare più da vicino le condizioni della Macchina ti rendi conto di un’ombra sottile, quasi nascosta dietro un pannello di controllo.

Una sagoma alta ed esile, un cappotto nero ed un cappello nero a tesa larga. Una Luger Parabellum puntata verso di te. Un volto forse familiare. Il fratello gemello di Ramon, che sorride sarcastico, con un’aria vittoriosa. Ne vedi altri due, come lui, poco dietro, armati, minacciosi.

a54. Gridando, ti getti nella mucchia dei sicari

c55. Gridando, estrai la tua penna stilografica